Una risata ci salverà dal Covid? Cronache dal terzo millennio

Ti piace ridere? Che cosa ti fa ridere?

È possibile sorridere in un momento di dolore?

Che cosa succede a livello corporeo quando ridi? Ridi abbastanza in questo momento della tua vita?

Queste sono solo alcune delle riflessioni che mi vengono in mente e che vi propongo, prima di cominciare a parlare di umorismo.

Stiamo uscendo da un periodo molto delicato che, in misura diversa, ci ha visti tutti coinvolti: la pandemia da Covid-19.

Ognuno di noi l’ha vissuta a modo proprio, chi nel dolore per la perdita di qualcuno o del lavoro, chi nell’angoscia dell’ignoto e dell’imprevedibile, chi ha colto l’opportunità per un cambio radicale di vita, chi si è beata nel silenzio dell’isolamento e chi non vedeva l’ora di riappropriarsi dei propri spazi. Chi ha rallentato i propri ritmi, fino ad arrivare al non fare, e chi invece ha lavorato più di prima, fino allo stremo delle proprie forze.

Di sicuro è stata, e continua ad essere, un’esperienza che ci ha messo alla prova e come ogni esperienza ci ha dato la possibilità di conoscerci un po’ di più.

E tu, in che modo l’hai vissuta? Che effetto ti ha fatto passare tanto tempo con te stessa? Quali emozioni ti hanno accompagnata? Ti capita di ridere in situazioni stressanti? Quanto hai riso durante il lockdown? Cosa ti ha fatto ridere?

Durante la pandemia la nostra vita relazionale si è notevolmente modificata, riversandosi perlopiù sui social, dove non sono mancate le vignette umoristiche e/o satiriche e nemmeno le risposte stizzite: “Mi sembra fuori luogo, non c’è proprio nulla da ridere!” Se rileggi oggi quelle vignette, che effetto ti fanno?

E’ cambiato qualcosa?

L’umorismo è una peculiarità dell’essere umano e rappresenta la capacità intelligente e sottile di individuare e ritrarre gli aspetti comici dell’ambiente.

Nonostante ciò non siamo tutti dotati del senso dell’umorismo, non ridiamo tutti alle stesse battute e non siamo tutti propensi a prendere la vita con un po’ di ironia.

Come mai?

Anzitutto possiamo dire che il riso è universale ma assume forme culturali e sociali variabili, perciò le fonti della comicità variano da un luogo e da un tempo all’altro.

La stessa storiella buffa suscita reazioni molto diverse secondo i contesti sociali e culturali. Basti pensare ad esempio alle storielle sui cornuti, molto frequenti fino a qualche anno fa e ormai cadute in disuso per via della liberalizzazione dei costumi, della precarietà dei matrimoni e della facilità con cui le coppie si ricompongono. Le  stesse storielle inoltre risultavano inconcepibili per le popolazioni musulmane del Maghreb, dove il marito tradito è colpito nell’onore o in alcune nazioni in cui vige la Sharia e la donna veniva lapidata, e anche in Cina, dove era condannata a morte. (Le Breton, 2019) Cosa influisce sull’atteggiamento individuale nei confronti della comicità?

Esistono sicuramente delle disposizioni personali, ma sarebbero molto influenti anche le modalità “respirate” nell’ambiente in cui si cresce, dove si apprende un certo tipo di senso dell’umorismo e i modi di scherzare, di fare battute.

In una famiglia in cui non si ride per niente, il bambino non sviluppa alcuna attitudine all’allegria. I genitori sono una cassa di risonanza per la legittimazione di determinati comportamenti.

Possiamo dire che l’umorismo è uno strumento di comunicazione, un collante sociale che attenua le distanze tra le persone e allenta le tensioni, laddove ce ne siano.

Si può ridere per qualsiasi cosa, il riso non manifesta necessariamente la gioia o una situazione comica. Lo troviamo associato al buonumore, all’umorismo, ma lo ritroviamo anche nell’angoscia, nella vergogna, nella timidezza, nella sorpresa, nell’imbarazzo, nella gentilezza, nella sottomissione, nell’incredulità.

In quali di queste circostanze ti capita di ridere?

Il riso libera il troppo pieno di un’emozione intollerabile.

Si ride per qualcosa di inaspettato, che ci sorprende, e per qualcosa che non rientra nei nostri canoni, in base ai nostri modelli cognitivi frutto delle esperienze passate, e che giudichiamo buffo o incongruo. Se sei stata un po’ in giro per il mondo potrebbe esserti capitato di incontrare dei bambini di un villaggio Masai ridere a crepapelle guardando i peli sulle braccia degli europei o ancora delle ragazze cinesi che sorridono di fronte a dei ragazzi europei e addirittura si sbellicano dal ridere quando vedono uno sbotto d’ira, cose che non rientrano nei loro usi e costumi.

Quali sono i benefici della risata a livello fisiologico?

La risata è un esercizio aerobico che aiuta a sciogliere il diaframma e permette di massaggiare i nostri organi interni, oltre a rilassare e distendere i muscoli della faccia.

Migliora la circolazione sanguigna e la respirazione, apportando maggiori quantità di ossigeno. Aumenta i livelli di endorfine, ormoni con effetto analgesico che favoriscono rilassatezza e diminuiscono i livelli di cortisolo e adrenalina, gli ormoni dello stress. E a livello sociale la risata ha dei benefici?

Se è più facile ritrovare l’umorismo in un gruppo di amici o in una comunità che condivida una trama comune di significati e valori è anche vero che un sorriso può creare un legame tra persone che non si conoscono e addolcire il contatto.

Nel periodo clou del distanziamento sociale, dove ogni contatto era proibito e si respirava quel forte senso di isolamento e frustrazione accompagnati dalla paura dell’incertezza e a volte dall’angoscia, allora il sorriso poteva diventare quel contatto che creava un ponte, da un marciapiede all’altro, in fila al supermercato, col vicino di casa alla finestra. Un contatto a distanza ma che significava presenza, solidarietà, che sostituiva un abbraccio e donava leggerezza e tranquillità, anche se solo per un attimo, all’altra persona.

Insomma, un sorriso può essere destabilizzante, se inaspettato, ma può produrre quella lieve scossa che ci desta dal torpore della nostra routine, per aprirci a un sentire differente.

Bibliografia:

  • Ironia, umorismo e disagio psichico – Patrizia Querini, Franco Lubrani – Ed. Franco Angeli
  • Ridere, antropologia dell’homo ridens – David Le Breton – Ed. Raffaello Cortina
  • Umorismo e psicoterapia, quando una risata fa bene – a cura di Antonio Scarinci – Ed. Alpes
  • Il settimo senso: psicologia del senso dell’umorismo – Gianantonio Forabosco – Ed. Muzzio
  • L’umorismo nella comunicazione umana – G.Bateson – Ed. Raffaello Cortina
  • I meccanismi dell’umorismo – L.Salmon – Ed. Franco Angeli
  • L’importanza dell’umorismo in psicoterapia – Egon Fabian – Ed. Aracne
  • L’umorismo – Pirandello – Ed. Garzanti
  • Filosofia dell’umorismo. Origine, etica e virtù della risata – John Morreal e E.Datteri – Ed. Sironi
  • Il riso: saggio sul significato del comico – Henry Bergson – Feltrinelli Editore
  • Homo ridens: la dimensione comica dell’esperienza umana – Peter L – Ed. Il Mulino

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