Come lavoro

 

Mi interesso dell’esistenza delle persone, di come ciascuno si muove nel proprio mondo interno e nelle relazioni, e del modo in cui abita il proprio corpo.

Mi piace pensare al mio lavoro come a un cammino condiviso, in cui accompagno le persone a conoscere sé stesse, a dare voce al proprio mondo interno e a trovare modi più autentici per esprimerlo.

Uno degli strumenti principali del mio lavoro è il corpo, che considero una via fondamentale di accesso all’esperienza emotiva. Il corpo racconta sempre qualcosa di noi: siamo corpo.

Per entrare in contatto con questa dimensione utilizzo e integro diverse pratiche, tra cui il respiro, la mindfulness, la danza libera e il teatro. Sono strumenti che fanno parte anche del mio percorso personale e che mi aiutano a coltivare presenza e consapevolezza nel momento presente.

Il lavoro terapeutico nasce dall’intenzionalità della persona e dalla possibilità di dare forma alla propria esperienza attraverso la narrazione: ciò che ha portato fino a qui, le difficoltà incontrate, i blocchi e i desideri che emergono nei diversi ambiti della vita.

Progressivamente, questo processo permette di passare da un livello più narrativo a uno più esperienziale, in cui ciò che viene raccontato può essere anche sentito, attraversato e trasformato.

Nel mio lavoro integro strumenti diversi in base alla persona e al suo percorso. Accanto all’approccio fenomenologico-esistenziale della Gestalt Therapy, utilizzo approcci basati sull’evidenza scientifica come l’EMDR e la Compassion Focused Therapy, che permettono di lavorare in modo efficace sull’elaborazione di esperienze traumatiche e sulla relazione con sé stessi.

In questo percorso la persona può esplorare nuove modalità di essere, riconoscere i propri schemi emotivi e comportamentali e sperimentare nuove possibilità di scelta, in un processo graduale di maggiore consapevolezza e integrazione.